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Camera dei deputati N°37 Proposta di legge D’iniziativa
dei deputati Accame, Achilli, Ferrari Marte Presentata
il 20 giugno 1979 Provvedimenti a favore di
militari in servizio in caso di infortunio grave o di morte Onorevoli colleghi! L’ultimo evento accaduto in Sardegna, ha richiamato l’attenzione su una realtà sconcertante durante l’espletamento di un diritto-dovere costituzionale, sei giovani soldati sono morti ed altri non potranno più applicarsi attivamente a quelle arti e professioni che esercitavano prima di essere chiamati a svolgere il servizio militare di leva. Questo è l’ultimo fatto evidente, ma ogni giorno militari di ogni corpo e categoria, carabinieri, guardie di finanza, di pubblica sicurezza, agenti di custodia, ecc.. si trovano, per una deficienza fisica contratta in servizio, a dover tornare a casa senza avere più idoneità a svolgere una attività proficua. Come la collettività indennizza questi giovani che per motivi attinenti a compiti svolti al servizio della patria riportano gravi menomazioni fisiche? La tabella “B” allegata alla legge 29 Aprile 1976, n 177, lo dice: nei casi di lesioni o infermità più impressionanti (per esempio, la perdita dei quattro arti o la distruzione delle ossa della faccia, tale da costringere a speciale alimentazione), circa 61.000lire al mese. Per ufficiali e sottufficiali la pensione privilegiata è pari all’ultima retribuzione per la (1vedi testo) categoria, a scalare del 10 per cento dalla (2 vedi testo) categoria in poi. Dunque, un militare di leva che abbia contratto infermità tali da non essere più in grado di vivere autonomamente (1 categoria ),riceve 735.000lire l’anno, per la (8vedi testo) categoria, che prevede fra l’altro la perdita di 3 dita o di un orecchio con sordità unilaterale assoluta, vengono corrisposte 220.000 lire l’anno, cioè circa 18.000 lire mensili. La tabella “A”, allegata alla legge 18 marzo 1968, n 313, evidenzia che delle otto categorie di lesioni ed infermità che danno diritto alla pensione privilegiata, almeno le prime sei riguardano limitazioni sensibili all’attività lavorativa di un individuo.Il presente progetto di legge vuole evitare una simile paradossale situazione e rivalutare secondo una stima equa, in relazione anche alle necessità personali determinate dalla menomazione contratta in servizio, la pensione privilegiata per il personale che contrae lesioni ed infermità dipendenti da causa di servizio e ciò anche per avvicinare il trattamento riservato al militare di leva, a quello previsto per il lavoratore civile infortunato sul lavoro. Altro aspetto della problematica dell’infortunistica concernente i militari in servizio, è la necessità di far fronte a spese considerevoli al momento dell’incidente. Con provvedimenti discrezionali di ogni singola amministrazione, vengono concesse una tantum delle somme allo scopo di alleviare gli immediati oneri economici gravanti sull’infortunato o sugli eredi, ma è poco. Lo Stato deve garantire in proprio, come diritto e non come obolo, la tutela di questi cittadini che hanno solo dato e che non debbono essere abbandonati ad un destino crudele ed a condizioni di miseria. Questo provvedimento legislativo pertanto vuole anche istituzionalizzare e rivalutare la concessione di quelle elargizioni che ciascuna amministrazione ha sentito di dover corrispondere in occasione di gravissimi infortuni dei propri dipendenti (decessi, lesioni permanenti fortemente limitative) e che di fatto concede attraverso varie forme: prelievi da fondi riservati al benessere del personale, collette ecc.Tali somme, che verosimilmente serviranno per affrontare le spese immediate nei casi di disgraziato incidente costituiscono una integrazione (come la tabella “D” allegata) a quanto già predisposto da norme di legge, e debbono essere messe a disposizione degli infortunati o dei loro eredi subito dopo gli accertamenti di rito. Noi crediamo che questa proposta di legge possa sanare aspetti lacunosi e retribuzioni inadeguate nel campo dell’infortunistica dei militari in servizio e che possa cancellare ingiustizie, se non vogliamo chiamarle prevaricazioni, che le amministrazioni dello Stato operano con burocratica noncuranza nei confronti di cittadini che hanno dato moltissimo alla comunità. Confidiamo quindi che gli onorevoli colleghi vorranno dare la loro approvazione alla presente proposta di legge che è attesa con grande interesse da tutti i militari, dalle loro famiglie, dai cittadini che sono stati toccati direttamente o indirettamente da casi di cui si è fatto cenno, e soprattutto è attesa dal popolo italiano che non vuole essere ingrato con i suoi figli. Visto il testo unico delle norme sul trattamento economico di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato , approvato con decreto del presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n 1092; Vista la tabella “A” allegata alla legge 18 marzo 1968, n 313; Vista la tabella “B” allegata alla legge 29 aprile 1976, n 177. Q |