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Camera dei Deputati N° 3321 Proposta di legge
D’iniziativa del deputato BAMPO ----------------- Modifiche alla legge 3 giugno 1981, n. 308, recante norme in Favore dei militari di leva o di carriera infortunati o caduti Durante il periodo di servizio ------------------------------------------- Presentata il 27 febbraio 1997--------------------------------------------------------
Onorevoli colleghi! Il titolo della legge 14 agosto 1991,n. 280, che ha apportato modificazioni alla legge oggetto della presente proposta di legge recita testualmente: << Modifiche ed integrazioni alla legge 3 giugno 1981, n. 308, recante norme in favore dei militari di leva e di carriera appartenenti alle forze armate, ai corpi armati ed al militarmente ordinati, infortunati o caduti durante il periodo di servizio e dei loro superstiti>>. Le norme contenute nella già citata legge n. 308 del 1981 e in quella n. 280 del 1991 tendono a dare un giusto indennizzo a coloro i quali, in armi subiscono, per cause di servizio, un evento dannoso che ne provochi la morte o che comporti una menomazione dell’integrità fisica, secondo tabelle e parametri previsti dalla legislazione in vigore ed ordinate dalla legge 18 marzo 1968, n. 313. Purtroppo a fronte del titolo riportato dalla legge n. 280 del 1991, che prevedeva l’estensione dei benefici ai militari di carriera, all’interno dell’articolato il legislatore ha trascurato di inserire detta categoria tra i beneficiari degli indennizzi. Tale mancato inserimento ha provocato nel tempo una serie di sperequazioni tra i soggetti beneficiari e tra quelli che sono rimasti esclusi dai benefici. Essendo lo spirito della legge onnicomprensivo rilevata L’incongruenza tra il titolo ed il testo dell’articolato, ed essendo rimasti senza risposta gli inviti formulati al Governo ad emanare una circolare in cui venisse resa nota l’interpretazione autentica del contenuto legislativo, si rende necessaria la presente iniziativa al fine di garantire pari dignità e trattamento tra i militari di leva e quelli di carriera. Il secondo comma dell’articolo 1 della presente proposta di legge tende a sopprimere l’ultimo periodo dell’articolo 1 della legge n. 308 del 1981, che contiene un ingiustizia sociale. Tale paragrafo esclude infatti dai benefici previsti dalla legge i militari che siano in licenza o fuori presidio. Molti militari hanno perso la vita, in licenza o permesso, dopo aver contratto malattie infettive, quali ad esempio la meningite, oppure dopo aver subito danni di vario genere, seguiti da inaspettati imprevisti e complicazioni, in caserma. Occorre quindi riconsiderare necessariamente i casi in cui le cause siano pregresse all’utilizzo della licenza. La legge prevede anche l’esclusione dai benefici per coloro che si trovano fuori presidio senza autorizzazione. Questa disposizione è scarsamente accettabile da un punto di vista etico, per il significato ricattatorio che assume. La limitazione comunque evidenzia la necessità di porre in discussione la questione dei confini del presidio. Ad esempio in caso di mobilitazione all’estero ed in condizioni disagevoli ci si può trovare, per esigenze elementari, nella condizione di dover oltrepassare i limiti del presidio. In tale situazione risulta difficoltoso prevedere il momento opportuno per chiedere ed ottenere l’autorizzazione.Si rende necessario inoltre un adeguamento quantitativo dell’indennizzo previsto all’articolo 2 della legge n. 280 del 1991, non solo per il tempo ormai trascorso dall’approvazione della suddetta legge , che ha depauperato il potere d’acquisto dei 50 milioni previsti, ma anche in virtù del fatto che vittime civili per eventi particolari hanno ricevuto indennizzi superiori. Resta esemplificante il caso delle vittime del disastro di Ustica, che hanno ricevuto un indennizzo di 150 milioni, prima ancora che sia stata chiarita la causa, e con essa la responsabilità dell’incidente. Ai militari in servizio, per incidenti accaduti in servizio, sono state assegnate indennità più modeste. C è anche chi non ne ha ricevuta alcuna. |