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Illustre Presidente,
mi riferisco alla Sua istanza del 3 aprile indirizzata al Signor Ministro.
Al riguardo, a nome del Signor Ministro, desidero fornirLe alcuni elementi di approfondimento sugli aspetti
oggetto delle perplessità ivi evidenziate.
Da tempo la Difesa è impegnata, senza alcun indugio o il minimo preconcetto, nella ricerca di tutti i dati circa
l'eventualità di un nesso di causalità tra uranio impoverito e casi di neoplasie riscontrati, dati che solo
la scienza è in grado di fornire.
Parimenti, la Difesa non ha trascurato che, secondo i risultati cui è giunta la Commissione presieduta dal Prof.
Mandelli, non è assolutamente escluso il nesso eziologico ricercato. Per tale motivo, e in virtù del fatto che i
risultati hanno rivelato " un eccesso, statisticamente significativo, di casi di Linfoma di Hodgkin", organi
sanitari statali e regionali stanno operando per lo svolgimento dell'attività di monitoraggio prevista dall'art.
4-bis della legge 27/01.
Al riguardo, lo stesso Ministero della Difesa, congiuntamente al Prof. Mandelli, si è reso promotore di un nuovo
studio epidemiologico per il quale ha ottenuto il finanziamento con apposito emendamento al D.L. 9/04, convertito
dalla legge 68/04. IL Protocollo di attuazione di tale studio, nell'ottica di garantire la massima trasparenza e
imparzialità, coinvolgerà anche Istituti di ricerca nazionali, non legati in alcun modo alla struttura militare.
Degno di menzione è, altresì, il contributo alla ricerca scientifica offerto da un altro studio commissionato dalla
Difesa al Prof. Giuseppe Torelli, dell'Università di Modena, da cui emerge che il Linfoma di Hodgkin insorto nel
gruppo di militari considerato dalla Relazione Finale della commissione Mandelli "non presenta caratteristiche
virali e genetiche diverse da quelle riscontrate nella malattia di Hodgkin che insorge nella popolazione generale".
L'interrogativo da Lei manifestato circa l'estensione della popolazione oggetto della Relazione Finale della
Commissione Mandelli anche ai militari in missione oltre il novembre 1999, trova risposta nel fatto che un
significativo numero di casi di neoplasie riscontrati sono relativi a personale inviato in missione successivamente
o durante detto periodo.
D'altronde la Commissione ha operato secondo il mandato assegnatole dal DM 22 dicembre 2000, ovvero "accertare
tutti gli aspetti medicoscientifici dei casi emersi e venuti all'attenzione in questi ultimi tempi di patologie
tumorali nel personale militare, in particolare in militari che hanno svolto attività operativa nei Balcani,
verificando se esista correlazione con il munizionamento all'uranio impoverito impiegato in quell'area; ovvero
se siano identificabili cause diverse dall'origine di queste patologie".
Lo studio epidemiologico effettuato dalla Commissione è stato focalizzato sulla popolazione militare e civile
impegnata nelle aree di operazioni di Bosnia e kossovo e non su militari impiegati in precedenti teatri di
operazioni, come la Somalia, per un semplice motivo: evitare che i risultati della Commissione potessero essere
inficiati o, più figurativamente, "inquinati" dalla scarsa significatività dei casi di patologie tumorali
riscontrati tra il personale inviato nell'ambito di tali missioni. Né è possibile considerare il personale
operante nei poligoni, in quanto in tali siti, come più volte dichiarato in sede parlamentare e agli organi di
stampa, non viene utilizzato munizionamento all'uranio impoverito.
La paventata discrasia tra il numero totale di personale considerato dalla Commissione e quello riportato sul Libro
Bianco, non sussiste, riguardando quest'ultimo il personale annualmente impiegato nelle missioni di
peace-keeping in tutto il mondo, mentre la Commissione Mandelli ha preso in esame il periodo 1995- 2001.
Tutte le cautele del caso sono state adottate anche nei teatro iracheno e afghano,in attesa che anche per tali
zone giunga una mappatura completa delle aree eventualmente contaminate. Nelle zone di operazione dei contingenti
nazionali sono stati, disfatti, schierati assenti NBC dotati di apparecchiature specifiche che finora non hanno
rilevato alcuna contaminazione.
Per ultimo, Le confermo come già comunicatoLe formalmente con la lettera n. 2/33196/11.8.222 del 1° luglio u.s.,
che l'istanza rivolta al Sig. Ministro nello scorso maggio 2003 è stata trasmessa allo Stato Maggiore della Difesa.
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