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URANIO IMPOVERITO
La guerra dimenticata
Manifestazione davanti a Palazzo Chigi dei parenti dei militari morti o ammalatasi di
tumore dopo le missioni all'estero.
Il maresciallo Diana: "Sono qui per chiedere giustizia"
Roma- Chiedono al Governo il "giusto riconoscimento ai militari ammalati o caduti
durante il servizio e che sono stati invece dimenticati". E per sollecitare l'approvazione
di una legge "che va in questa direzione", sono scesi in piazza, davanti a Palazzo Chigi.
Tra loro, oltre ad alcuni parenti delle vittime, anche il maresciallo dell'esercito Marco Diana,
gravemente ammalato per una presunta contaminazione da uranio impoverito.
"Sono venuto a Roma dalla Sardegna per chiedere giustizia e andare avanti per quello che mi
rimane da vivere, sostenendo la nostra causa",spiega il sottoufficiale di 35 anni. "Sto
aspettando la morte, domenica ho ricevuto l'estrema unzione, non ci sono più cure per me".
Anche ieri Marco Diana ha raccontato come si è ammalato di tumore nel 1998: "prima nel 1993,
era stato in missione in Somalia". "Voglio ricordare ad alcuni generali- ha detto Diana- di
quanto erano giovani sottotenenti e marciavano nel fango con me, nei poligoni, aspettando che
i superiori venissero a vedere l'esercitazione. Loro ci avevano promesso che, quando sarebbero
diventati generali, avrebbero cercato di cambiare le cose. Dove sono, oggi, quelle promesse?"
Diana, seduto vicino alla colonna di Traiano, era attorniato dagli altri manifestanti una
trentina venuti da tutta Italia. La speranza era che una loro delegazione venisse ricevuta
"da qualcuno delle Istituzioni", hanno detto. Falco Accade, presidente dell'Anavafaf,
un'associazione che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle Forze Armate ha detto
di aver chiesto un incontro, sia alla presidenza del Consiglio sia alla Commissione Difesa
della Camera, ma di non aver ricevuto risposte.
Il parlamentare diessino Piero Ruzzante, giunto tra i manifestanti, ha sottolineato la
necessità dell'approvazione della proposta di legge bipartisan, firmata insieme a Luigi
Ramponi, di An, che detta "Norme in favore dei militari di leva, volontari e di carriera
infortunati o caduti durante il servizio. Dopo averla approvata in Commissione Difesa,
il governo l'ha bloccata con uno stratagemma attraverso la Commissione Bilancio, chiedendo
una relazione tecnica". "Sono stupito e indignato- ha detto ancora Ruzzante- di questa
decisione che nega ai parenti delle vittime il diritto, almeno, di essere ascoltati".
Alle 15, dopo diverse ore di permanenza davanti a Palazzo Chigi, Marco Diana è andato a piedi
davanti a Palazzo Madama, dove è stato ricevuto, a nome della Commissione Difesa, dal senatore
Lorenzo Forcieri (Ds). Di ritorno in piazza Colonna, affaticato e dolorante ha raccontato di
aver trovato "molta disponibilità" e di essere pronto a dare la sua testimonianza durante i
lavori della Commissione d'inchiesta monocamerale.
Il presidio si è sciolto intorno alle 17 e i manifestanti non sono sembrati soddisfatti. Anche
il maresciallo Diana se n'è andato accompagnato dai suoi genitori. Oggi tornerà a casa.
Sua madre ha commentato che il viaggio a Roma "è stato inutile, le Istituzioni restano
indifferenti". Ma lui è convinto di no: "E'solo una piccola goccia nel mare, ma credo
che la mia presenza oggi qui,possa servire a qualcosa".
Giovedi 23 Settembre 2004 --- La Nuova
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