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Signori Presidenti,
In relazione alla problematica dell'indennizzo ai militari
infortunati e alle famiglie dei militari deceduti, indennizzi stabiliti per
legge con decorrenza dal 1 gennaio 1969 ( dico 1969) ed ancora in largissima
misura non elargiti, segnalo che nel documento allegato del Ministero della
Difesa si indica in 2.323 il numero dei possibili beneficiari aventi titolo
all'indennizzo. Lo scrivente ritiene che si tratti di una svista che però
andrebbe sollecitamente corretta.
Infatti da un documento dello Stato Maggiore della Difesa, il Reparto, di cui
allego copia, risulta che solo per quanto riguarda i militari morti in servizio
nel periodo 74/84, si tratta di ben 3.132.
E' quindi presumibile che nell'arco di oltre 30 anni i morti siano molti di
più (come si evince anche da altre documentazione che si allega) è
dell'ordine dei 10.000, questa cifra non prende in considerazione gli indennizzi
agli INFORTUNATI che sono in numero almeno tre volte superiore ai morti.
Quindi la cifra di 2.323 sopra citata è assolutamente fuori della realt
à ( può darsi che manchi uno zero!), Visto comunque che sono stati
fatti dei conteggi numerici debbono essere stati anche individuati i nominativi
degli aventi diritto. Per quelli che sono stati finora individuati, in nome
delle disposizioni di legge sulla trasparenza amministrativa, questa Associazione
chiede di conoscere l'elenco.
Lo scrivente ritiene inutile aggiungere che questa vicenda che riguarda l'attesa
per oltre 30 anni di cittadini che si aspettano che lo Stato adempia alle leggi
dello Stato, dimostra l'assoluta incuria delle istituzioni nei riguardi del
personale infortunato e deceduto. Una situazione che è, a dir poco,
indecente e vergognosa per un paese civile e che mette tra l'altro in luce la
falsità della retorica strausata dei "nostri ragazzi" (RAGAZZI DI CHI?).
E mette in luce anche l'enorme ingiustizia praticata, in base a puri scopi
propagandistici assegnando con legge ad hoc all'improvviso 400 milioni di lire
di indennizzo per le vittime dell'incidente di Nassiryia dovuto alla mancata
predisposizione di difesa esterne alla base. Con questa legge i destinatari
percepiranno degli indennizzi 400 milioni di volte superiori a chi ha ricevuto
una lira o neppure quella.
Un'amara riflessione finale: cose così non accadono forse neppure nel
quarto mondo!
Falco Accame
Presidente Ana-Vafaf
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