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Gent.mo On. Sottosegretario Letta,
desidero scriverLe in relazione alla dolorosa situazione che si è creata in occasione
della manifestazione che l'ANAVAFAF ha tenuto il 22 settembre scorso davanti a Palazzo
Chigi. Avevamo preannunciato questa manifestazione con dodici giorni di anticipo mediante
un telegramma inviato all'On. Presidente del Consiglio, indirizzato sia a Palazzo Chigi
che ad Arcore. Ci è stato detto che di questo telegramma non si è trovata traccia e che,
quindi, non avremmo preavvertito in tempo la Presidenza. Ma la TELECOM ci ha confermato
(il telegramma è stato inviato via telefono) che il messaggio è giunto regolarmente a
destinazione. In data 16 settembre abbiamo poi inviato a Palazzo Chigi un fax in cui
si descrivevano gli scopi della manifestazione.
I problemi che sono all'attenzione dell'ANAVAFAF da molti anni e di cui Le abbiamo fatto
cenno in numerose lettere sono ancora tutti lì completamente irrisolti. Semmai la
situazione è peggiorata perché si sono ulteriormente ridotti i contatti con il Ministero
della Difesa dove esisteva presso il V Ufficio dello Stato Maggiore una sezione che si
occupava delle problematiche dei rapporti tra le Forze Armate e la società, proprie della
nostra Associazione; la sezione che fu retta dai Colonnelli Biaggini e Stefanelli. Tale
sezione fu voluta dall'ex Ministro Spadolini e fu chiusa dal Ministro Corcione. E ciò
nonostante che anche la Commissione Difesa della Camera ne abbia riconosciuto la necessità.
Attualmente ci è stato detto di rivolgerci a "DEI NUMERI DI TELEFONO" corrispondenti agli
uffici di pubbliche relazioni delle singole Forze Armate. Numeri di telefono a cui ci siamo
dovuti rivolgere anche "per iscritto" non conoscendo i titolari, senza peraltro alcun
risultato perché si tratta di uffici non specificamente edotti della materia.
I problemi che sono a cuore alla nostra Associazione sono i problemi di quei militari
che in altre circostanze là ove prevale la ostentazione, vengono chiamati I NOSTRI RAGAZZI,
ma che troppo spesso, nelle circostanze negative, si rivelano invece i problemi dei
RAGAZZI DI NESSUNO.
Da oltre venti anni, ad esempio, aspettiamo di conoscere i nomi degli aventi diritto dal
1° gennaio 1969 (!!) a degli indennizzi previsti dalla legge (50 milioni per un morto e,
a scalare in discesa, per gli invalidati di varia gravità). Per i parenti (gli "aventi
diritto" - si fa per dire - dato che il diritto non viene loro riconosciuto) di quei
RAGAZZI DI NESSUNO.
Lo Stato non ha concesso UNA LIRA a queste migliaia di militari e famiglie, mentre ad
esempio lo stesso Stato ha stanziato "seduta stante" con un'apposita legge un indennizzo
QUATTROCENTO MILIONI DI VOLTE SUPERIORE per gli altri "nostri ragazzi", quelli di Nassirya,
a cui è stata pure promessa una medaglia d'oro! Si tratta di paragoni spiacevoli ma è
pure necessario affrontare anche questi.
Un'altra problematica della nostra Associazione riguarda il modo in cui sono stati
trattati altri "servitori dello Stato" come i rappresentanti delle forze dell'ordine,
ad esempio i cinque agenti della scorta dell'On. Moro trucidati a Via Fani il 16 marzo
1978 dalle BR. Mi pare che questi, tra l'altro, siano meritevoli di riconoscimenti non
inferiori a quelli stabiliti per le vittime di Nassiriya.
Tra le problematiche che volevamo rappresentare vi sono anche quelle dei piloti degli
aerei AMX (poco tempo fa, in sei mesi ne caddero tre!). Sette piloti morirono, alcuni
si salvarono con il paracadute, si verificarono centinaia di incidenti, ma nulla è
stato fatto in merito.
E ancora c'è il problema del personale possibilmente contaminato da uranio impoverito,
con famiglie che si sono dovute indebitare fino all'osso per curare i loro figli dato
l'assoluto disinteresse dello Stato che si è basato su risultati della Relazione Mandelli,
una relazione completamente errata, che ha dichiarato l'innocuità dell'uranio impoverito.
Tra i manifestanti presso Palazzo Chigi erano presenti i genitori di Valery Melis, un
militare recentemente deceduto (possibilmente contaminato da uranio impoverito) che è
stato del tutto dimenticato dalle Autorità e perfino non "contemplato" dalla Commissione
Mandelli, in quanto il militare ha operato in Macedonia al confine con la zona meridionale
del Kossovo (la più bombardata). Ma la Relazione Mandelli, forse per qualche "problema di
geografia", ha preso in considerazione solo il personale operante in Bosnia e Kossovo,
magari ritenendo che un "doganiere" avrebbe fermato le particelle di uranio al confine!
Alla manifestazione era presente il Maresciallo Marco Diana, ammalatosi dopo il ritorno
dalla Somalia (altra zona geografica dimenticata dalla Commissione Mandelli!). Come forse
avrà saputo, il Maresciallo Diana è in assai gravi condizioni di salute, tanto da aver
ricevuto recentemente l'estrema unzione. Il sottoscritto era molto preoccupato per la sua
venuta a Roma, ma egli è voluto venire lo stesso con molto coraggio, per rendere manifesta
la situazione in cui si trova e in cui altri si trovano.
Nessuno è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Nella mattinata ho chiesto un incontro con il Dr.
Gorelli per far sì che qualcuno venisse ascoltato. Il dr. Gorelli mi ha fatto presente che
però non era disponibile alcuna Autorità che avesse responsabilità politiche. Tuttavia,
mi permetto di osservare che forse il Governo può contare su tre sottosegretari alla
Difesa che invece hanno responsabilità politiche. Tre anni or sono in un'analoga manifestazione
l'On. Chiti scese in piazza e parlò con i presenti. Un paio di settimane or sono il
Presidente del Senato, Sen. Pera, delegò in una analoga situazione il Presidente della
Commissione Difesa del Senato, Sen. Contestabile, a sostituirlo e il Sen. Contestabile
ricevette con grande cortesia tutti i presenti in una saletta del Senato e concesse a
tutti la possibilità di parlare.
Ho tentato di nuovo, nel pomeriggio con la Segreteria Generale di Palazzo Chigi, di far
ricevere almeno il Maresciallo Diana, ma nonostante una lunghissima telefonata anche
questa possibilità è stata negata.
Vorrei ricordare che tutte le persone presenti alla manifestazione erano venute a Roma a
spese proprie da varie parti d'Italia, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Puglia e dal
Veneto. Io credo che almeno un gesto di minima attenzione (o meglio di minima umanità) doveva
essere loro rivolto. Mai in passato si è verificata una situazione simile.
Mi sono profondamente vergognato di aver chiesto a queste persone non abbienti di venire
a Roma. Come ex ufficiale di Marina, ex Parlamentare e attualmente Presidente di una
Associazione che tutela le vittime di incidenti nelle Forze Armate, ho avvertito un profondo
senso di disagio che non posso non segnalarLe.
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