UN COMITATO PER LA VERITA' SUI CINQUE AGENTI DI VIA FANI
Sugli Agenti che anno perso la vita a via Fani per colpa delle istituzioni,
nasce un comitato per la verità, nell'ambito dell'ANAVAFAF, il documento sconvolgente
venuto recentemente alla luce nel quale si testimonia che fin dal 2 Marzo 1978 cioè
due settimane prima della strage di via Fani, si avevano avuto delle precise notizie circa
l'agguato tanto che ci si proponeva di ottenere la liberazione dell'Onorevole Moro, getta
Sugli agenti che hanno perso la vita a via Fani per colpa delle istituzioni, nasce un comitato
per la un improvviso fascio di luce su quello che fino ad oggi è stato il segreto di
via Fani e sulla vera natura dell'agguato.
Questo è il primo ed unico documento ufficiale del Ministero Difesa/Marina in cui viene
ufficialmente nominato la Gladio come appartenente alla x Divisione Stav Behind della Direzione
del personale della Marina Militare.
I cinque agenti furono inviati ugualmente in una operazione di alto rischio e l'auto di Moro non
era neppure blindata.
Di chi la responsabilità del fatto che la notizia conosciuta non sia stata resa a chi avrebbe
dovuto provvedere?
Nasce il senso all'ANAVAFAF un Comitato per la verità su che cosa è accaduto e per
rompere una breccia nella muraglia di silenzio creata dalle istituzioni che hanno nascosto da
dove operava Gladio e le riunioni che si tenevano presso il Ministero Marina di cui parla Adriano
Sofri nel suo libro "l'ombra di Moro".
Altre persone forse hanno perso la vita per il fatto che conoscevano il segreto di via Fani e la
vera natura di Gladio (oppure di questa Gladio).
Tale può essere la morte dell'agente G 219 a cui era destinato il documento venuto alla
luce e l'equipaggio dell'aereo Argo 16 che aveva trasportato i terroristi in Medio Oriente.
E'ora che la magistratura accerti la verità sul documento recentemente valicato da un notaio
in Sardegna.
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