UNA FREDDA TELEFONATA
SUO FIGLIO E' MORTO

Tutto comincia cosi una fredda telefonata “….. mi dispiace … ma suo figlio è morto ieri sera in caserma…” ad una fredda telefonata seguono il dolore, l’angoscia, la frustrazione di una madre e della sua famiglia di fronte ad un evento inspiegabile. Poi c’è la rabbia.La rabbia per il” muro di silenzio” su cui rimbalzano tutti i suoi perchè. Segue la scoperta agghiacciante di centinaia di militari che ogni anno muoiono nelle caserme italiane senza contare quelli che tornano a casa psicologicamente distrutti e affetti da gravi malattie che portano alla morte è praticamente una guerra!.Qual è il problema? Mancano le strutture, non ci sono i medici, non c’è l’assistenza giusta oppure c’è un criterio di reclutamento sbagliato, ci sono leggi inadeguate, ci sono troppi interessi diversi? Forse tutto questo, e di più. Da tutto ciò è nata l’esigenza di creare un associazione A.N.A.V.A.F.A.F.(ass. naz. Assistenza vittime arruolate nelle forze armate) assieme all’On. F. Accame, nella veste di presidente. L’associazione si è costituita il 27/01/1983, il suo presidente On. F. Accame,ammiraglio in congedo, parlamentare, ex presidente della commissione difesa della camera, ha promosso centinaia di interrogazioni parlamentari e proposte di legge a difesa dei diritti di tutte le forze armate per un servizio militare più dignitoso e a lottato e continua a farlo al fianco di tante famiglie che soffrono e abbandonate a se stesse.Dal 1983 il nostro impegno è finalizzato a cambiare con diritti e proposte:

  • Di fissare un giorno dell’anno per ricordare i militari italiani deceduti in tempo di pace. (III.a Domenica di Novembre)
  • Ha fatto erigere con la collaborazine di alcuni comuni, monumenti in memoria dei militari italiani deceduti in tempo di pace (Colleferro, Roma, Trevi nel Lazio, Montebello di Licata (Sicilia) e due a Milano
  • Diritto alla protezione e alla incolumità. Per i soldati deve essere prevista una assicurazione sulla vita.
  • Diritto al riconoscimento delle cause di servizio che hanno prodotto la morte del congiunto, ricorrendo direttamente anche all’ufficio centrale del ministero della difesa. E’ diritto far eseguire immediatamente da parte delle autorità militari, l’esame autopico tutte le volte che sorgono dubbi sulle cause del decesso.
  • Diritto di assistenza alle famiglie del congiunto nel caso di infortunio grave o decesso da parte del ministero della difesa, seguendo le regole della carta dei diritti dell’Ass., per i familiari e di non lasciarli abbandonati a sè stessi, all’insaputa e colmi di problemi.
  • Diritto di riconoscimento dei militari tornati a casa psicologicamente distrutti, a carico delle famiglie, che gli venga immediatamente riconosciuto un mantenimento di sostegno, affinchè non viene riconosciuta causa di servizio per decisione di una commissione medica che approvi l’invalidità. Eliminando 20 anni di paziente attesa per una risposta.
  • Si richiede l’apertura di un ufficio per le relazioni sociali esterne di assistenza e di informazione, come già era esistente l’Ex V Sez. di via Napoli, ministero della difesa, abbattendo così questo distacco (Muro), tra… società civile e militare. Tutt’oggi la maggior parte del cittadino italiano non sa a chi rivolgersi.
  • L’Ass. A.N.A.V.F.A.F., chiede a questa commissione ed al ministro della difesa,che venga riconosciuto l’operato della lotta di questa Ass., la quale cammina unita in difesa di tutti i militari italiani, della loro sicurezza, della loro dignità con rispetto per la nostra Patria e delle nostre istituzioni.
  • Ha tenuto contatti con centinaia di famiglie che all’Ass. si sono rivolte.
  • Ha promosso iniziative parlamentari,
  • Ha interessato il C.S.M., denunciando le ingiustizie, da parte di magistrati di alcune procure della Repubblica Italiana, per le archiviazioni immediate, delle morti misteriose dei militari deceduti nelle caserme, senza nessuna indagine di tali decessi.
  • Il tutto documentato con il libro bianco dal titolo “Morte per Naja”sull’attività svolta, sugli articoli delle varie testate nazionali, sulle vicende dei militari morti nelle caserme, inoltrandole copie al Consiglio Superiore della Magistratura, alla Commissione Difesa della Camera, ai Presidenti della Repubblica S. Pertini, F. Cossiga, e O. L. Scalfaro, al Presidente della Camera N. Iotti e al parlamento di Strasburgo.
  • Ha lottato per la repressione del nonnismo all’interno delle caserme

In questi ultimi tempi si è occupata delle vittime dell’Uranio Impoverito e dei piloti morti sugli aerei AMX.

Nelle Forze Armate Italiane i morti nelle caserme sono sempre un mistero avvengono per atti di nonnismo, malattie, suicidi,incidenti di volo, annegamento…sempre misteriose, si indaga con omertà mettendo avanti sempre il SEGRETO DI STATO, queste morti rimarranno sempre un mistero, perchè tutto accade nelle infrastrutture militari.
E’ possibile che davanti a tanti uomini scomparsi non ci sia la responsabilità di nessuno, lo Stato non può rimanere indifferente davanti a queste tragedie, vedere bare che si incrociano da un paese all’altro dell’Italia, sepolti e finiti, non sono mai esistiti, non vengono ricordati mai da nessuno, perchè sono figli del popolo basso.
Come segretaria dell’Ass. parlo non solo a nome mio, ma anche per tutte le famiglie che rappresento e che sono rimaste vittime come me, e trovandosi di fronte ad un muro di gomma,abbandonati a se stessi, perchè prima gli uomini sono considerati difensori della Patria , dopo che sono morti sono considerati numeri. Lo Stato non può sentire la mancanza di questi uomini, perchè tanto ne arrivano altri a rimpiazzarli… e intanto non paga nessuno… perché mi domando ci sono figli e figliastri ?
Per un pentito vengono spesi milioni, per morti del terrorismo altrettanti milioni, per un militare di leva 50 milioni… invece per sottufficiali non riconosciuti causa di servizio nulla… Se la legge è uguale per tutti non ci dovrebbero essere delle discriminazioni, specialmente in un Italia dei diritti.
E’ doveroso ricordare, in proposito di risarcimenti, il comportamento che è stato tenuto in seguito all’incidente del Cermis. Vennero stanziati 766 miliardi per gli aventi diritto e furono in brevissimo tempo assegnati quattro miliardi di risarcimento a ciascun avente diritto, nella intesa che un miliardo fosse a carico dello Stato Italiano e tre a carico di quello USA.

Come ultimo punto l’Ass. vuole ricordare il lungo iter della legge per i militari vittime aventi diritto.
E’ il 1986 quando viene presentata la proposta di legge da Paolo Caccia nella quale è inclusa speciale elargizione per tutti i militari morti in tempo di pace e specificata la retroattività di tale provvedimento dal 1969.
Dopo tante lotte dell’Ass..,il 14/ 09/1991 viene finalmente votata tale proposta di legge, in cui si riconosce un risarcimento di 50 milioni per i soli militari di leva escludendo però di fatto i militari di carriera. Tale esclusione, inammissibile e incoerente, viene giustificata come un errore distrazione durante la fase di votazione della legge stessa. L’Ass. ottiene come promessa la garanzia dell’immediata riparazione della distrazione.
Ma fino al 1996 non è stato riparato niente.
Solo con l’On. P. Bambo si ritenta l’iter parlamentare, il quale presenta nuovamente la proposta di legge Atto Camera 3321 che prevede 150 milioni di elargizione e retroattività dal 1969 per tutti i militari di leva e carriera deceduti in tempo di pace.
Legge che non viene mai approvata.
Il 25/10/2001 viene presentata dal presidente della Commissione Difesa On. Ramponi la proposta di legge Atto Camera 1649 in cui vengono esclusi tutti i deceduti dal 1969, diritto già acquisito dal 1986, e includendo i soli deceduti dal 1994.
Il 17/02/2002 viene presentata dall’On. Ruzzante un'altra proposta di legge Atto Camera 1752 dove si parla indistintamente di militari di carriera e di leva deceduti dal 1969. Tale proposta è tuttora in discussione presso un comitato ristretto.

A questo punto, domanderei ai nostri rappresentanti del Parlamento, come possano accadere queste tragedie e far finta di nulla… non siete, pure voi dei genitori.
Mi domando per quale motivo queste famiglie che hanno ricevuto questo grande dolore devono oltretutto ancora manifestare pubblicamente, umiliarsi, inginocchiarsi chiedendo l’elemosina; mentre questo dovrebbe essere un diritto e non un risarcimento.
Noi con le nostre relazioni non vorremmo sorprendervi e impartire lezioni di vita, poichè le informazioni che vi forniamo dovrebbero essere a voi già note visto che vengono a voi date dal Ministero della Difesa ogni fine anno tramite la Commissione Difesa delle morti avvenute nelle caserme.