APPELLO

DATE UNA MANO AI MILITARI INFORTUNATI

E ALLE FAMIGLIE DEI DECEDUTI IN TEMPO DI PACE




1. Piccola Storia dell'A.N.A.V.A.F.A.F.

      La nostra Associazione nacque il 5 settembre 1979 a La Spezia un marinaio, una recluta "cadde" dalla finestra del III piano della Caserma Duca degli Abruzzi, si chiamava Bernardino Capuozzo, aveva 19 anni ed era di Napoli. In un primo tempo parve che si trattasse di un suicidio, ma sorsero subito dei dubbi. I Carabinieri interrogarono un gruppo di altri marinai della Caserma ipotizzando che fosse stata operata una violenza sessuale sulla recluta. La "caduta dalla finestra" poteva essere dipendente da questo episodio.
      Falco Accame, che era stato per lunghi anni Ufficiale di Marina e che all'epoca era Deputato del PSI in Liguria e Presidente della Commissione Difesa della Camera, interrogò il Governo sulla fine che aveva fatto quel giovane militare.
Il caso acquistò una notevole risonanza.
      Tra i mass-media che se ne occupavano fù Tele Toscana Nord che intervistò la madre di Bernardino Capuozzo, venuta da Napoli. Fù una trasmissione altamente drammatica che fu vista dalla Signora Concetta Conti che ora è Segretaria della nostra Associazione. Concetta Conti abitava a quei tempi a Carrara e aveva perso da poco il figlio Giovanni Conti, Sergente nell'Areonautica, morto in circostanze ancora oggi non chiarite nella piscina dell'Aeroporto Dal Molin di Vicenza durante una festa di Ufficiali il 23 giugni 1979 a tale era stato chiamato per la sistemazione dell'impianto elettrico. Il giovane, che non sapeva nuotare, morì affogato alle due di notte. Non c'era nè bagnino nè infermiere e la piscina non era stata transennata. La Signora Conti, tramite Tele Toscana Nord, contattò Accame a La Spezia. Così due casi, entrambi tragici, si incontrarono casualmente.
      La Signora Conti propose ad Accame di creare un'associazione tra le tante vittime di infortuni militari ed anche tra i familiari di quelli che erano caduti.
      Accame allora era impegnato in un Comitato di genitori di militari che erano morti presso Livorno alla Meloria, a causa di una aereo che era caduto.
      Lo statuto di quel comitato divenna la base per stendere la costituzione dell'A.N.A.V.A.F.A.F che realizzò presso lo Studio dell'Avv. Marazzita a Roma e poi fù oggetto di un atto notarile il 27 gennaio 1983.
     Nel frattempo molti infortunati si erano rivolti sia alla Signora Conti che ad Accame e questi costituirono il primo nucleo che firmò lo Statuto dell'Associazione.



2. Gli scopi dell'Associazione

      L'Associazione si è proposta di operare in tutte le sedi istituzionalmente competenti per tutela della salute degli appartenenti ad ogni titolo alle Forze Armate dello Stato e affinchè venga data peina e completa attuazione al principio costituzionale che vuole garantito ad ogni cittadino il diritto alla salute. Da allora è un punto di riferimento per i militari vittime di incidenti e delle famiglie dei caduti in tempo di pace, sollecitando le Istituzioni a proposito dei diritti negati facendosi portavoce presso gli altri comandi delle Forze Armate.
      L'Associazione si batte con forza perchè siano cancellate tante ingiustizie ancora esistenti e perchè lo Stato smetta finalmente di essere sordo ai diritti di coloro che prestano o hanno prestato servizio militare di leva o volontario, troppo spesso purtroppo le loro richieste sono state considereate alla stregua di accattonaggio ostacolate dalle naturali prese di coscienza a volte le istituzioni hanno mostrato ipocrisia quando lodando non di rado sono stati ombre onestà, coraggio dedizione dei militari nel contempo dimenticando le spesse drammatiche condizioni di vita di alcuni sfortunati e negando loro ogni sostegno.
      Sovente le Istituzioni si fanno vento del fatto che " i nostri ragazzi" svolgono il loro dovere ma poi si defilano quando essi reclamano attenzione e spesso si dimenticano di loro.
      Recentemente, questa situazione che si è verificata per tanti militari, e purtroppo di alcuni deceduti, per possibile contaminazione da uranio impoverito. Tutto ciò non deve più accadere, per l'Associazione è un impegno costante.



3. Attività svolte

In questi venti anni l'Associazione:

  • ha dato voce a chi non aveva voce;
  • ha svolto una costante opera di informazione in tema di tutela alla salute dei cittadini chiamati al servizio obligatorio o volontario nelle Forze Armate dello Stato;
  • ha promosso l'accertamento di eventuali responsabilità negli infortuni mortali e/o comunque gravi avvenuti in relazione allo svolgimento del servizio militare;
  • ha fornito assistenza in ogni sede alle vittime di detti infortuni e alle loro famiglie;
  • ha promosso e favorito l'attuazione dei provvedimenti legislativi ed amministrativi e tutte le provvidenze ed iniziative intese ad elevare le condizioni morali, culturali, materiali e socio-economiche degli asociati;
  • ha formulato una carta dei diritti dei militari deceduti;
  • ha segnalato l'uso distorto del "segreto militare" per coprire le ingiustificabili e gravi responsabilità ;
  • ha dato vita a vari comitati a sostegno di persone in gravi difficoltà ;
    ricordiamo in proposito il Comitato Ilaria Alpi, il Comitato per i cinque agenti di scorta all'On. Moro morti nell'attentato Via Fani, il Comitato per il Carabiniere Valerio Mattioli;
  • ha operato per la riforma dei codici militari in pace e in guerra;
  • S'è battuto per il sostegno alle rappresentative militari e promuovere diritti dei militari;

In questo momento l'associazione è impegnata in particolare, per:
  • ottenere il riconoscimento della causa di servizio a tutti i militari che hanno subito patologie in conseguenza dell'esposizione all'uranio impoverito durante il servizio svolto;
  • ottenere i giusti riconoscimenti per tutti i militari che sono stati oggetto di malattie e infortuni durante le attività di servizio o ad esse collegabili;
  • risolvere l'annosa questione del 1 gennaio 1969 dei risarcimenti alle famiglie dei militari di leva e di carriera morti in servizio, riconosciuti finalmente doverosi da parte delle Istituzioni ma non concessi perchè non riesce a trovare i fondi. Una prima proposta di legge in merito esiste dal febbraio 1977 atto Camera N°1141 a firma degli Onorevoli Accame ed Achilli dal titolo "Provvedimento a favore dei militari in caso di infortunio grave o di morte".
  • ottenere il diritto di voto per i miitari all'estero.

L'Associazione intende inoltre realizzare i seguenti progetti:
  • la preparazione di un opuscolo informativo sulle finalità ed obiettivi da diffondere il più largamente possibile e sviluppare il sito web già esistente;
  • l'istituzione di un servizio gratuito di consulenza legale spacializzato in materia conoscenza delle pensioni privilegiate per i militari vittime di infortuni;
  • l'istituzione di un servizio di consulenza medica, e sopratutto di sotegno psicologico gratuiti usufruibili anche telefonicamente per i militari malati e per le famiglie dei militari deceduti in servizio;
  • l'organizzazione di sedi decentrate su territorio nazionale, dove poter realizzare incontri periodici di gruppo;
  • la realizzazione su territorio nazionale di monumenti o stele a ricordo dei militari caduti in tempo di pace ufficiandone la commemorazione e il ricordo in maniera univoca il 23 giugno di ogni anno.


      Per la continuazione del programma e la realizzazione dei progetti è necessario l'impegno e la volontà di molte persone. Solo con il loro aiuto l'Associazione potrà raggiungere obiettivi e fare ancora molto altro.
      Diventare Soci dell'A.N.A.V.A.F.A.F. non è un impegno gravoso, giacchè non è prevista nessuna quota d'iscrizione; i contributi di tipo economico sono solo su base volontaria; la collaborazione, sempre volontaria è libera da orari a secondo la propria disponibilità ; può essere di tipo professionale o, semplicemente, di partecipazione diretta alla gestione pratica dell'attività.
 
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